Kirghizistan e Cina

Nomadi e montagne lungo la Via della Seta: 13 giorni fra paesaggi spettacolari e incontri con pastori nomadi, popoli e tradizioni.

Un grande "overland" nel cuore dell'Asia centrale per viaggiatori dotati di ottimo spirito di adattamento alle specifiche realtà locali, che ricercano un itinerario insolito lungo l'antica Via della Seta. Repubblica ex sovietica, il Kirghizistan si estende su una superficie di poco inferiore ai due terzi dell’Italia: l’area montuosa occupa oltre il 90% del territorio con nevi e ghiacci perenni che, con la catena del Tien Shan, formano uno splendido confine naturale con la Cina. E qui, incastonati come gemme, ecco il lago Song Kul e il maestoso Picco Lenin. Il viaggio si svolge in parte in altitudine e, pur basandosi sui migliori servizi possibili, richiede ottimo spirito di adattamento per le sistemazioni alberghiere e per i trasferimenti piuttosto lunghi, ma offre la possibilità di scoprire i grandiosi paesaggi del Tien Shan, i popoli delle steppe e delle montagne, le testimonianze di arte e di storia di 2000 anni. Le strutture sono generalmente molto semplici ed essenziali, i servizi, la manutenzione e la pulizia sono talvolta carenti. L’acqua calda  non sempre è disponibile, e talvolta tarda ad arrivare. Nelle yurte si dorme su materassi tipo futon sistemati a terra su tappeti di feltro. Alcuni pranzi sono previsti al sacco, le cene in ristoranti locali, in yurta oppure presso famiglie del luogo, un’occasione in più per vivere la genuina accoglienza del popolo Kirghizo. La realizzazione dell’itinerario è subordinata alla transitabilità delle strade che portano al lago Son Kul, chiuse da fine settembre alla primavera avanzata a causa della neve. Il periodo di effettuazione del viaggio è pertanto quello estivo. Le temperature sono in genere elevate nelle città (Bishkek e Osh) mentre sull’altopiano del Kirghizistan possono esserci repentini abbassamenti (che possono sfiorare gli 0°C) determinati dall’altitudine, dalla presenza di vento o da eventuali annuvolamenti. Nei mesi estivi dovrebbero esserci giornate soleggiate e cieli blu quasi ovunque.

Quella che viene proposta è una Via della Seta insolita che si insinua tra le montagne del Tien Shan, sosta in città carovaniere e antichi mausolei sgranati sui crinali delle montagne. Più in là un lago color cobalto, sull’antica via della transumanza, circondato da praterie di velluto punteggiate da innumerevoli mandrie e bianche yurte di feltro. E poi steppe, deserti, altopiani, spettacolari montagne che paiono uscite da una leggenda. Sono gli scenari di questo itinerario, un nastro di seta che dal Kirghizistan sconfina in Cina per fermarsi in uno dei più famosi mercati dell’Asia, a Kashgar, per poi, superato nuovamente il confine, arrivare ai piedi dello spettacolare Picco Lenin, una delle montagne più belle del mondo.

mappa

Mappa del tour

GIORNO 1 ITALIA - BISHKEK Partenza con volo di linea per Bishkek, via Istanbul, dove l’arrivo è previsto il mattino successivo.

GIORNO 2 BISHKEK Arrivo nella capitale del Kirghizistan al mattino presto, trasferimento e sistemazione in hotel. Tempo a disposizione. Visita della città con il bazar di Osh, uno dei più grandi mercati della città, dove si avrà il primo incontro con i volti e le atmosfere dell’Asia Centrale. Pensione completa.

GIORNO 3 BISHKEK - KOCHKOR

g3 Trasferimento al villaggio di Kochkor (260 km: 3-4 ore circa). Lungo il percorso sosta alla torre di Burana, un minareto dell’XI secolo che si innalza per 47 metri, la vecchia Balasugun conquistata nel 1224 dai mongoli di Gengis Khan. La sosta successiva è in un insolito museo all’aperto, un giardino di pietra non lontano dalla riva del lago Issykul, dove si trovano interessanti petroglifi: incisioni nella roccia pregevoli per il realismo delle immagini e per le dimensioni,  alcune delle quali risalgono all’VIII secolo a.C. Si prosegue per il bacino artificiale di Orto-Tokoi. Nel pomeriggio arrivo a Kochkor, un villaggio specializzato nella produzione del feltro. Visita di un piccolo laboratorio dove si osserva come viene lavorato il feltro, pressando la lana dei montoni locali. Anche voi avrete la possibilità di apprendere e mettere in pratica le tecniche di lavorazione. Sistemazione in abitazione locale. Pensione completa con cena tipica

GIORNO 4 KOCHKOR -  LAGO SONG KUL Si imbocca una strada di montagna che sale verso l’altopiano (130 km: 3-5 ore circa). Su queste praterie ogni estate giungono i nomadi kirghizi con le loro mandrie e le loro greggi; li incontriamo mentre percorrono a cavallo l’immensità di queste steppe erbose. Arrivo al lago Song Kul, un vasto specchio d’acqua color cobalto situato ad un’altitudine di 3030 metri, circondato da un fantastico decoro di altopiani vellutati. Nessuna costruzione, nessun rumore, nulla sembra turbare questo idilliaco ambiente naturale. Le mille sfumature di verde delle praterie sono punteggiate da greggi di montoni dorati e da bianche yurte di feltro; lungo le pendici delle colline centinaia di cavalli galoppano liberi sui prati. Sistemazione in yurta. Pensione completa.

GIORNO 5 LAGO SONG KUL

g5 Il lago Song Kul, che è gelato per otto mesi all’anno, esce dal torpore invernale alla fine di maggio; tra luglio e settembre i pastori vi giungono con i loro armenti. Le alte montagne del Tien Shan, che circondano l’altopiano a sud e a est, hanno contribuito alla conservazione delle tradizioni e delle abitudini di vita degli abitanti, pastori nomadi che passano la vita in sella: la yurta è la loro casa, il “khumis”, latte di giumenta cotto e fermentato, è la bevanda nazionale che viene offerta ad ogni incontro, i manti (specie di ravioli) sono il cibo più comune e il cavallo è l’unico mezzo di spostamento. Per l’intera giornata si vive la vita dei nomadi kirghizi scoprendone l’ospitalità. Possibilità di effettuare escursioni a piedi o a cavallo. Pernottamento in yurta, tipica tenda Pensione completa.

GIORNO 6 LAGO SONG KUL - TASH RABAT

g6 Prosegue il percorso (280 km: 5-6 ore circa) attraverso le montagne del Tien Shan, sempre circondati da magnifici scenari: praterie che paiono le pieghe di una stoffa di velluto, yurte, nomadi e pastori e, talvolta, piccoli suggestivi mausolei di argilla il cui profilo irreale si staglia contro lo sfondo delle montagne. L’architettura di questi mausolei ha caratteristiche molto varie e talvolta sorprendenti: alcuni ricordano quasi lo stile sudanese, altri ripetono le forme architettoniche di Bukhara. Nascosto tra le montagne, c’è un antico caravanserraglio in pietra del XII secolo, che sembra mimetizzarsi con la roccia: è Tash Rabat, la meta di questa tappa, da secoli punto di sosta per i viaggiatori che percorrevano la Via della Seta. Tempo a disposizione per i viaggiatori, poi pernottamento in yurta nei pressi del caravanserraglio. Pensione completa.

GIORNO 7 TASH RABAT - TORUGART - KASHGAR Lunga tappa (300 km circa: 6-8 ore circa) che dal Kirghizistan porta in Cina. Partenza alla volta del confine con la Cina che si raggiunge con un percorso di 110 chilometri. Dopo aver superato il Passo Torugart (4010 metri), il punto più alto dell’itinerario, si prosegue per Kashgar: un paesaggio spettacolare di pascoli di montagna, di pastori e di cieli blu. Al confine si incontra la guida cinese e con un ultimo tratto di strada di montagna si arriva a Kashgar, che sorge a 1260 metri di altitudine tra i massicci del Tien Shan e del Pamir. Sistemazione in hotel. Pensione completa.

GIORNO 8 KASHGAR Giornata dedicata alla visita di Kashgar, che fu un importante centro carovaniero lungo la Via della Seta all’incrocio delle piste che, contornando a nord e a sud il deserto del Taklimakan, collegavano la Cina all’Asia Centrale. Considerata ancora oggi una città di frontiera, l’ultima tappa prima di affrontare i passi montuosi che conducono in Pakistan e Afghanistan, Kashgar conserva la sua antica tradizione culturale e la sua vocazione mercantile. Visita della moschea Id Kah, costruita nel 1460, e della Tomba di Apak Hojia. Il pranzo sarà servito in un’abitazione locale, ospiti di una famiglia del posto: un’opportunità per conoscere usi e costumi di questa popolazione. Pensione completa con pranzo tipico.

GIORNO 9 KASHGAR, IL MERCATO DELLA DOMENICA Visita del pittoresco mercato della domenica, il più grande di tutta l’Asia. Sarà interessante osservare il mercato degli animali con i tosatori e i finimenti; poi la frutta, le spezie, i cappelli, tutte mercanzie suddivise in diverse aree. Nel reticolo di vicoli dell’animatissimo bazar, tra le atmosfere del passato, si incontrano le genti più svariate: Uyguri, Kirghizi, Curdi, Cinesi e Turcomongoli. Possibilità di vagabondare nel bazar oppure con la guida. Pensione completa.

GIORNO 10 KASHGAR - IRKISHTAM - PICCO LENIN Partenza al mattino presto in direzione ovest (300 km: 6-8 ore circa). Si segue la tratta principale della Via della Seta: montagne dalle mille sfumature di colore circondano la strada, un percorso di una bellezza stupefacente. Al passo di Irkishtam si supera la frontiera; dopo le formalità burocratiche si entra nuovamente in Kirghizistan e, incontrati le guide e gli autisti kirghizi, si prosegue su una strada a saliscendi nella valle di Alaj, arrivando nel tardo pomeriggio ad Achik Tash (3600 m.), il campo base del Picco Lenin. Sistemazione in campo tendato. Pensione completa.

GIORNO 11 CAMPO BASE DEL PICCO LENIN Intera giornata a disposizione per esplorare questo sito spettacolare: sullo sfondo si erge una delle più belle montagne del mondo, il Picco Lenin (7134 metri), con i suoi ghiacciai e le vette scintillanti di neve, alle sue falde i verdissimi pascoli punteggiati dalle yurte. A piedi si va alla scoperta di questo scenografico ambiente: una breve passeggiata consente di avvicinarsi alle yurte, osservare chi prepara il khumis, ammirare i numerosi laghi morenici, incontrare i pastori nomadi che qui trascorrono i mesi estivi. Una camminata di qualche ora permette di percorrere il primo tratto del sentiero che sale verso la cima della montagna. Pernottamento in campo tendato. Pensione completa.

GIORNO 12 CAMPO BASE DEL PICCO LENIN  - OSH Partenza per Osh (300 km: 6-8 ore circa), una delle città più antiche dell’Asia Centrale. Nel pomeriggio visita al bazar che si estende per quasi un chilometro lungo la riva del fiume, brulicante – specialmente di domenica – di Uzbeki, Tadjiki e Kirghizi. Si prosegue quindi per il  Trono del Re Salomone che in realtà è una collina che domina la città e che da secoli è un importante luogo di pellegrinaggio. Sistemazione in guest-house. Pensione completa.

GIORNO 13 OSH - ITALIA Trasferimento in aeroporto e partenza con volo di rientro in Italia, via Istanbul, con arrivo nel primo pomeriggio.

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